Nuove regole per numero appartamenti affitti brevi

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) prevede che dal 1° gennaio 2026 la cedolare secca si potrà avere solo per due appartamenti affittati per durate inferiori a trenta giorni, con aliquota 21% per il primo alloggio e del 26% per il secondo. Dal terzo appartamento in poi (anziché dal quinto come previsto precedentemente) scatta l’obbligo di partita Iva per poter svolgere l’attività, non importa se in proprio o tramite gestione.

Il conteggio degli immobili rilevanti ai fini della presunzione d’impresa è effettuato sul singolo contribuente. Restano quindi escluse dal calcolo le abitazioni affittate in forma breve da soggetti diversi dal proprietario, come comodatari o conduttori che operano come host sulle piattaforme online. Inoltre, il riferimento è sempre all’unità immobiliare: un appartamento suddiviso in più stanze locate separatamente, anche con contratti distinti, continua a valere come una sola casa.

Troviamo la disposizione nel testo del provvedimento approvato a fine anno, al comma 17 dell’art. 1.

La misura si inserisce in un quadro normativo da tempo in evoluzione (si ricorda ad esempio l’introduzione del codice identificativo nazionale – CIN) con l’obiettivo di rafforzare la trasparenza e il controllo del mercato delle locazioni turistiche.